Starring: Luca (Teamrider SurfTime)
Roby (Surfer and Photoshooter)
Willy (Local Heroe and NewSurfer)
Quando:
dal 17.08.2001 al 24.08.2001
Dove:
Moliets et Maa, Hossegor, Anglet, Biarritz, Guetary, San Sebastian
Donostia, Zarautz.
Se siete dei veri Surfisti, mettevi il cuore in pace,
prima o poi un viaggio fin nei Paesi Baschi non ve lo toglierà
nessuno. E i quasi 1000 Km. Che vi separano scompariranno non appena
entrerete nel primo spot raggiunto, ma non è acqua normale, è un’
acqua chiamata Oceano.
Il periodo
tipico di chi, come noi, viene fin quassù è d’ estate, e se avete
voglia di sbattervi un pochino di più, riuscirete a trovare onda
quasi tutti i giorni. Non so se noi siamo stati particolarmente
fortunati (e dire che conoscendoci bene, tenderei a rifiutare questa
ipotesi) ma ha fatto onda tutti i giorni che siamo stati li. Un’
onda di dimensioni minime di un metro e mezzo, fino ad un massimo di
quattro (e penso pure sottostimati). Questo perché se guardate l’
Oceano, subito (!!) davanti a voi ci sono le Americhe e le
perturbazioni che si formano non incontrano ostacoli per tutto il
loro tragitto che le porta direttamente tra le vostre braccia (e
qualche volta anche sopra le vostre teste). Che tradotto significa
acqua salata in movimento (e che movimento) e per la vostra felicità
(?) secchiate di pioggia fredda piuttosto numerose. Tolte le poche
volte che le stendavamo in spiaggia, le nostre mute sono state
perennemente bagnate, per la felicità di qualche nuovo microrganismo
cresciuto nelle loro pieghe, ancora sconosciuto alla scienza
moderna. E come se non bastasse, la notte, le volte che non piove, è
molto umida, l’ unica consolazione è che di giorno qualche raggio di
sole si fa vedere, per la felicità del vostro caro neoprene.
Spostamenti
Di solito ci si arriva in macchina, furgone o camper.
Almeno così ci si riserva una buona opportunità che è quella di
spostarsi da uno spot all’ altro.Per farvi un esempio, VVF e La
Barre sono due spot situati sulla stessa spiaggia di Anglet, ma
distano tra di loro 4 chilometri, e non è il massimo farseli con una
tavola sottobraccio andata e ritorno. Mi hanno riferito di un volo
fino a Lourdes e poi in treno fino a Biarritz, ma la soluzione
migliore è di disporre di un mezzo proprio (possibilmente
motorizzato!) anche per sconfiggere la rara carenza di onda.
Pernottamenti
Ce ne sono per tutti i gusti e tutte le tasche, dall’
elegantissimo Hotel Du Palais (proprio di fianco al Casinò di
Biarritz e direttamente sulla Grand Plage, ovviamente lussuosissimo
e proibitivo per la maggior parte di noi) ad Hotel accessibili,
appartamenti e camere in affitto, ostelli della gioventù (ce n’è uno
a soli 500 metri da Les Cavaliers ad Anglet), campeggi per camper e
tende e, infine, parcheggi a pagamento per camper (Parking Des
Corsaires, Boulevard des Plages, Anglet; Parking de La Barre, all’
imgresso del porto di Anglet; Parking La Milady, Avenue de la Milady,
Biarritz; Place de Caneta, Rue du Port, Hendaye; a circa 10F al
giorno), fino ai parcheggi gratuiti degli spot dove si può
tranquillamente dormire sui furgoni o sulle macchine (ma non a
Biarritz, lì i parcheggi purtroppo sono a pagamento)
Campeggi
Dato che la nostra “casa” è stata una fantastica tenda
da 4 posti, ecco un paio di numeri di telefono utili e una
raccomandazione, se decide di stabilirvi proprio a Biarritz, Bayonne
od Anglet, dato che non dispongono di tanti campeggi conviene
informarsi prima, altrimenti una volta giunti sul posto rivolgetevi
ad uno dei numerosi Office Du Turisme e chiedete informazioni (le
impiegate oltre ad essere gentilissime, sono anche molto carine!!)
Anglet – Camping de Parme – 05 59 23 03 00
Bayonne – Camping Airotel de la Cheneraie – 05 59 55
01 31
Biarritz –
Biarritz Camping – 05 59 23 00 12
Bidart – Camping Berrua – 05 59 54 96 66
Bidart – Camping Erreka – 05 59 54 93 64
Hendaye – Camping Alturan – 05 59 20 04 55
Hendaye – Camping Eskualduna – 05 59 20 04 64
Saint Jean De Luz – Camping Atlantica – 05 59 47 72
44
Saint Jean De Luz – Camping Plage Soubelet Acotz –
05 59 26 51 60
Urrugne –
Camping Juantcho – 05 59 47 11 97
Urrugne –
Camping Larrouleta – 05 59 47 37 84
Eccolo il nostro campeggio, l’ ultimo, Larrouleta, un
po’ fuori dal paese, sulle rive di un laghetto (l’ ho scoperto solo
una volta tornato in Italia e collegandomi al loro sito internet!!).
Campeggio essenziale, con un buon numero di piazzole, acqua calda
gratis e soggiorno di 28F al giorno (tra una cosa e l’ altra si
spendono circa 10.000 lire al giorno, macchina compresa)
Note Generali
La vita è leggermente più cara che in Italia però basta
guardarsi un po’ in giro e si scoprono parecchie cose interessanti.
È’ più conveniente fare benzina nei supermercati, costa crica
100/200 lire in meno che nei distributori normali (per esempi al Le
Clerc di Saint Jean De Luz, il gasolio costava 4,95 F mentre alla
Esso di Hossegor veniva 5,79 F). Come in Italia conviene spendere il
meno possibile nelle località più di grido, i prezzi nei paesini
sconosciuti si riducono sensibilmente.
I Surfshop
hanno prezzi abbastanza accessibili, ma non per le tavole usate (io
per una Nev usata segata in due e riparata, 2500 F non glieli do
nemmeno sotto tortura). Cercate gli spacci delle seconde scelte dei
migliori marchi che piacciono a noi, li si che se cercate bene
qualche affare lo fate. Ci sono Rip Curl,
Arnette, Billabong, Town & Country, FCS. Una dritta ve la
passo: Rip Curl, Billabong e un meno noto AtoZ si trovano nella zona
artigianale di Soorts, nell’ interno di Hossegor, ma io nn vi ho
detto nulla, non posso tradire così i miei amici di Surftime.
Note sugli Spot
La maggior parte degli spot sono BeachBreaks e quasi
tutti hanno un disegno delle direzioni dei canali di corrente che si
formano quando cambia la marea ( basta solo trovarlo questo dannato
disegno, soprattutto ad Ilbarritz!!) Molto utile anche il calendario
delle maree (Calendrier des Marees) anzi, direi quasi indispensabile
se non volete imparare dai vostri errori inutili. Lo trovate
distribuito gratuitamente nei surfshop, nelle scuole di surf e negli
uffici del turismo. Osservate bene come lavorano i vari spot, perché
uno che “spacca” con bassa marea può non lavorare affatto con alta e
viceversa. Mettetevi ancora una volta il cuore in pace (ma credo che
lo sappiate già) c’è quasi tutto il mondo qui, non sperate troppo
sul serio di trovare uno spot deserto, mediamente una trentina di
persone non ve le toglie nessuno (anche se noi un paio di volte
abbiamo surfato da soli). Però è possibile trovare qualche picco che
per un paio di minuti rimane deserto, quindi osservate, osservate,
osservate… Un discorso a parte va fatto per le precedenze… Prendete
shortboard, longboard, bodyboard, canoe, bagnanti, bodysurfer,
skimborad e mischiateli tutti in un pò di acqua, aggiungete del sale
e un pò di follia collettiva e quello che otterrete è un casino
immane. Cercate di rispettare sempre le precedenze, ma cercate anche
di mettervi in precedenza e farvi rispettare. Non vi regala niente
nessuno e una droppata ogni 15 minuti purtroppo non ve la toglierà
nessuno.
Pericoli
Non vi sono pericoli particolari. L’ acqua è piuttosto
fredda per gli squali ed è rarissimo che ve ne siano. L’ unica cosa
a cui prestare attenzione è il flusso della marea. Da alta a bassa,
si formano dei canali di corrente abbastanza forte che, ovviamente,
tenderà a portarvi di lato al picco ma in fuori. Se vi ritrovate in
uno di questi, non perdete la calma e, soprattutto, non remate
controcorrente, vi stanchereste inutilmente e non avanzerete di un
centimetro. Tagliate piuttosto la corrente e cercate di uscire sulla
spiaggia (non dal punto in cui siete entrati in acqua, cercatevene
un altro). Basta però seguire ciò che dice il calendario delle maree
e tutto questo non vi succederà. Ricordatevi, per stare al sicuro
surfate con bassa marea crescente.
Gli spots
Moliets et
Maa
Una volta giunti a Moliets et Maa, seguite le
indicazioni per la Plage. Beach breaks con diversi picchi. Il più
interessante è quello che si forma sulla destra appena giunti in
spiaggia. Lavora meglio con bassa marea. Quando lo abbiamo surfato
noi, era sui due metri e la destra si srotolava perfetta per
parecchie decine di metri. Onda abbastanza veloce e potente,
corrente , anche lei, abbastanza potente, aspettate che si formi un
buco tra un set e l’ altro di fianco al picco per uscire. A seconda
dei set può tendere un po’ al close-out. L’ onda che si forma più
fuori ha bisogno di più misura, altrimenti è abbastanza moscia.
Hossegor –
Le Penon
Spot a nord di Hossegor, seguite le indicazioni per Le
Penon una volta fuori dal paese; caratterizzato da un moletto sulla
sinistra della spiaggia che forma dei bei picchi su sabbia. Sede
quest’ anno del Rip Curl Pro. Tuttavia l’ onda più bella è quella
davanti al moletto più lungo, meglio con bassa marea.
Hossegor –
Les Estagnots
Beach breaks che forma parecchi picchi. Reso anche più
famoso dalle gare ASP. Molto interessante anche se parecchio
affollato. A detta dei local un’ onda fantastica e molto potente, da
fare invidia addirittura al Pacifico.
Hossegor – Les Culs Nuls
Come dice il nome, area
frequentata da nudisti. Non ho ben capito se per surfare bisogna
togliersi tutto! Solito beach breaks che forma onde di ottima
qualità, sempre a detta dei local (quando l’ ho visto io non c’ era
onda e nemmeno una nudista, pioveva!!).
Hossegor –
La Graviere
Me ne hanno parlato in molti, ma io non l’ ho mai visto
lavorare. Quando pompa mi hanno assicurato che fornisce dei tubi da
urlo. Spot mediamente affollato, ma per lo più da gente che
“spacca”. Spot da consigliare quasi esclusivamente ad esperti.
Capbreton –
Le Prevent
Quando Hossegor è troppo grosso per le vostre capacità o
quando il troppo vento ne ha rovinato la qualità dell’ onda, i vari
moletti offrono un certo riparo e si riesce a prendere qualche onda.
Qualità abbastanza scarsa. Consiglio: cercate qualcosa di meglio.
Capbreton –
La Piste VVF
Arrivate a circa un chilometro a sud di Capbreton e
quando trovate dei bunker dell’ ultima guerra, cercate un
parcheggio. In spiaggia troverete una destra che tuba bella violenta
e parecchio veloce. Se lavora bene, spot da esperti. Quest’ estate
dei miei amici hanno surfato quasi sempre lì, talmente era bella.
Anglet – La
Barre
Spot all’ imboccatura del porto. A sud del fiume Adour.
Seguite le indicazioni per La Barre una volta ad Anglet. Ochhio alla
risacca con alta marea e occhio perché lavora solo dai 3 metri in
su. Qualità dell’ acqua (o forse devo dire della schiuma) pessima,
fossi in voi cercherei di non bere, ma qualità dell’ onda ottima.
Quando l’ ho visto lavorare (ma solo visto, non surfato) ho capito
il perché del suo nome. Usciti dalla scaletta del parcheggio si è
sentito un fragore enorme, tamto che ci aspettavamo che la terra
tremasse. Arrivati in spiaggia, ci ha accolto un mostro di 4 e più
metri che rompeva e correva a sinistra per più di 200 metri.
Veramente impressionante. Anche i local ne hanno timore e prendono
l’ onda solo a metà del moletto, quando ormai ha perso un bel po’
della sua potenza. Fondale di sabbia. Si surfa per lo più con alta
marea (ma deve essere grosso, con due metri l’ onda non frange). Per
entrare bisogna superare una risacca sui due metri e mezzo.
Anglet – Les Cavaliers
Appena a sud del molo che lo
separa da La Barre, questo spot offre l’ onda più bella e pulita di
tutta Anglet (e forse anche di tutta la costa basca). Di solito è un
po’ più grosso di tutti gli altri spot. Si surfa meglio con bassa
marea e forma sia destre che sinistre. Con alta marea occhio alla
solita risacca, più in uscita che in entrata (la mia ultima onda
basca di questo trip si è conclusa con un salto di un metro e mezzo
buono, atterrando di ginocchia dritto sulla sabbia). Il primo giorno
ci ha regalato onde di due metri praticamente perfette. Col passare
dei giorni la misura si è via via abbassta ma la qualità è rimasta
altissima. Solo l’ ultimo giorno, dopo aver aspettato per un bel po’
di tempo la conclusione del campionato francese di longboard,
tendeva parecchio al close-out, ma pazienza, era il nostro
arrivederci all’ oceano. Un close-out comunque di due metri che ne
produceva altrettanti di schiuma. Se capitate in zona, andate a
vederlo, anzi, a surfarlo, ne vale da solo tutto il viaggio!!
Abbastanza affollato, un giorno sono persino riuscito a contarci…
eravamo in 60 in acqua…
Anglet – Plage des Dunes
Subito a sud di Les Cavaliers.
Solito beach breaks che forma diversi picchi dia destri che
sinistri. Solito affollamento (ma forse una decina di persone in
meno). Abbastanza divertente e tecnico, ma Les Cavaliers è un altro
pianeta. Meglio con bassa che con alta.
Anglet – Plage de l’ Ocean
Subito a sud delle Dune. Appena
prima del moletto. Più si va a sud la misura decresce e questo è il
più piccolo dei tre.
Anglet – Plage de la Mandrague
A sud del moletto dell’ Ocean.
Spot situato nella baietta formata dai moli. Ancora beach breaks,
ancora sinistre e destre, ancora affollamento. Ma ormai dovreste
essere abituati. Da queste parti d’ estate è sempre così.
Anglet – Plage des Corsaires
Ancora una baietta tra due moli
artificiali. Spiaggia con una scuola di surf. Qualità dell’ onda non
eccelsa e abbastanza facile. Quando c’è abbastanza vento sia qui che
alla Mandrague ho visto due dei pochi cugini windsurfisti di queste
zone.
Anglet – Plage de la Marinella
Solita baietta tra due moli con
in più uno più piccolo in mezzo. Occhio se vi piace arrivare fino a
riva con l’ alta marea. Comunque si trova a centro baia, si vede lo
stesso e non crea troppi problemi. Davanti alla spiaggia ci sono
parecchi ristoranti, bar, surfshop e scuole di surf. Lo abbiamo
provato sul metro e mezzo, dove in teoria doveva formarsi una
sinistra, si formava, invece, una destra. Abbastanza semplice, forse
lo spot che si avvicina di più alle tipiche condizioni italiane.
Sarà forse per questo motivo che tutte le persone che droppavano
erano italiani? Comoda la doccia all’ uscita della spiaggia. Non un
granchè con alta marea, meglio con bassa. L’ onda comunque spinge e
si possono tirare i bottom inchinandosi parecchio. Affollatissimo (e
abbiamo trovato parecchi italiani), si trova anche qualche bodyboard.
Anglet – Plage de Sables d’ Or
Spot prediletto da bodyboard, se
è abbastanza grosso però si vedono anche delle tavole, sia lunghe
che corte. Se è abbastanza grosso (noi l’ abbiamo trovato sui 3
metri) anche l’ alta marea non da fastidio. Si esce al pelo del
moletto che lo separa dalla Marinella. Affollatissimo e da quello
che ho visto, le precedenze sono come le palle, ognuno ha le sue. E
chi le ha più grosse o che girano di più la vince…
Anglet – Plage du VVF
Proprio davanti alle Chambres d’
Amour, appena sotto il faro di Biarritz. Uno degli spot dove abbiamo
surfato di più (con Les Cavaliers e Ilbarritz). Si surfa
prevalentemente con bassa marea perché con alta diventa uno spot di
risacca pura. Come al solito affollato, ma controllate la destra che
si forma a sud degli scogli che affiorano quasi a centro baia. Se
siete fortunati potreste anche trovarla libera mentre in 40 si
affollano e calpestano sul picco centrale. Se surfate con alta marea
tenete d’ occhio gli scogli, altrimenti si rischiano brutte sorprese
(non devo essere particolarmente simpatico a questi scoglietti,
abbiamo litigato un paio di volte e gli ho dato anche un paio di
calci, ma sono più duri loro!!). spot non proprio da esperti ma
nemmeno da principianti (soprattutto perché non si formano quegli
schiumosi inutili che piacciono tanto a chi non ha mai visto una
tavola). Onda abbastanza potente con una parete che a volte è glassy.
Fate ancora attenzione ai tipi loschi con le canoe, perché quando
non fanno finta di prendere un’ onda (che magari lasci perché non
sei in precedenza) ti droppano allegramente (e Roby ne sa qualcosa…)
Biarritz – Plage de Miramar
Questa spiaggia e la sua sorella
più famosa, la Grande Plage, si trovano proprio al centro di
Biarritz. Le divide il casinò con il relativo Hotel da 300 e più
carte al giorno. Ci siamo rifiutati di surfare qui un po’ per l’
affollamento e un po’ per il caotico traffico cittadino (e forse
anche perché non ci piace pagare il parcheggio per andare a surfare…
non lo facciamo ad Alassio figuriamoci qui!!). Troppa gente in
spiaggia, troppa gente in acqua.
Biarritz – La Grande Plage
Eccola. La spiaggia più famosa di
Biarritz. Proprio davanti al surfshop Quicksilver (con relativa
scuola di surf, presieduta da niente popò di meno che da Mr. Jeff
Hackman). Affollato, stressante e pure sporco. Pieno dei soliti
turisti che affermano che il surf è una belinata, una cosa da nulla,
tanto è solo acqua. Poi li vedi che si tracannano mezzo oceano,
annaspando proprio davanti al line-up. Consiglio: una volta che l’
avete vista, andate a cercarvi un posto altrove!! Se proprio volete
trovare un qualcosa di positivo, le luci della città lo illuminano
di notte.
Biarritz – Cote des Basques
Ecco una delle prime onde europee
ad essere surfate. E si capisce subito il perché: l’ onda è davvero
moscia, ottima per imparare o per chi ha qualcosa di grosso in mezzo
alle gambe (mi riferisco alla tavola, non pensate subito male…).
Tutto questo non impedisce il fatto che sia un ottimo spot per il
longboard (non me ne vogliano gli amici longboardisti, ma io, con la
mia fida 6.1 son stato costretto a cercarmi delle altre onde). Ogni
anno organizzano qui il Biarritz Surf Festival. Non ve l’ ho ancora
detto e non voglio trarvi in inganno, anche questo spot è
affollatissimo.
Biarritz –
Plage de Marbella e Plage Milady
Proseguendo a sud si trovano questi spot, poco affollati
per il semplice motivo che lavorano poco e male. Una volta ho visto
una sola persona in acqua. Ma si vedeva persino dalla spiaggia che
l’ onda era buona solo per i longboard.
Biarritz –
Plage de Ilbarritz Nord e Sud
A sud di Biarritz, appena fuori dal paese. Le due
spiagge sono separate da due grossi faraglioni e da una barriera di
scogli. Si surfa rigorosamente con bassa marea (a meno che non sia
enorme, ma rimane un dubbio perché non l’ ho mai visto così).
Abbiamo surfato solo la nord. Con bassa marea appena entrati, in
acqua non si tocca e bisogna remare. Si arriva dopo un paio di
bracciate ad una secca dove si fanno tranquillamente 100 metri a
piedi per poi remare ancora e arrivare finalmente sul line-up (noi
non lo sapevamo e ce la siamo fatta tutta remando, quando quasi al
fondo abbiamo capito che si toccava, punti nell’ orgoglio, abbiamo
continuato lo stesso, arrivando così sul line-up stremati!!).
Surfate subito dopo l’ ora di minima marea perché prima c’è molta
corrente che ti porta a sud, per fortuna non fuori ma parallelo alla
costa. E’ su questa spiaggia che ognuno di noi tre ha trovato i suoi
20 minuti di sbattimento e panico. A Willy è uscita una spalla sotto
uno schiumone e una volta rimessa a posto (what balls!!) è tornato a
riva. Mentre io e Roby eravamo in pieno sbattimento. E’ sempre qui
che ho preso l’ onda più bella della mia “carriera” surfistica.
Dalla spiaggia sembrava un metro e mezzo calmissimo, ma una volta in
acqua (noi tre soli!) erano due metri e più incazzatissimi. Dopo un
take-off quasi da anestesia, sono riuscito a tirare un bottom bello
secco, deciso e una volta rientrato in parete (sorry, ma per il
re-entry radicale è ancora un po’ presto) l’ onda si stava
trasformando in un tubo. Non so bene come e perché ma mi sono
inchinato un pochino e mi ci sono ficcato dentro. La differenza con
la maggior parte delle onde italiane è che queste di solito ti
chiudono in testa, mentre sono riuscito ad uscirne in piedi!! E’
stato il mio primo tubo, ma lo pagherò salato subito dopo. Conclusa
la surfata con ancora un paio di carvate, è giunta l’ ora di
risalire, anche per andare a tirarmela un po’ con Roby. Siccome
avevo preso la prima del set mi attendevano un po’ di duck-dive da
fare. E ho sbagliato la quarta, che mi ha spedito dritto in mezzo al
canale di corrente e agli schiumosi. L’ unica cosa da fare era
remare a favore della corrente e cercare un posto riparato dove
uscire in spiaggia. Ma ero già stremato, per la corsa, per le
duck-dive passate e per le decine di frullate subite. L’ unico posto
riparato dove poter tentar di uscire era appena a sud dei
faraglioni, dopo aver litigato con un ennesimo scoglio e aver
scoperto che il mio piede e la mia gamba ne erano usciti sconfitti.
Da li a poco mi avrebbe raggiunto Roby (dopo aver navigato anche lui
in acque non proprio amichevoli), trascinato anche lui di forza
dalla corrente, in sbattimento e stremato anche lui. Ma mano di me,
visto che trovava la forza di insultare un turista appollaiato sul
faraglione al quale aveva chiesto la via tranquilla in mezzo agli
scogli e questi non aveva proferito verbo. Una volta sani e salvi in
spiaggia, ci è solleticata l’ idea di salire su e buttarlo in acqua
per vedere come si comportava al nostro posto, invece di ignorarci,
ma eravamo troppo stanchi e troppo buoini d’ animo per farlo. Solo
in spiaggia tutti e tre riuniti ci siam resi conto eravamo entrati
troppo presto. Eravamo stanchi ed impauriti, ma con un’ esperienza
da raccontare e (io) con un tubo di quelli che ti rimangono dentro
per tutta la vita. Il dio Nettuno ci ha dato la possibilità di
vivere un sogno, ma quel sogno aveva un prezzo e noi lo abbiamo
pagato (posso dire che lo rifarei mille e ancora mille altre
volte?).
Il bello è
che siamo entrati in acqua ad Ilbarritz Nord e siamo usciti in
spiaggia ad Ilbarritz Sud.
Guetary
Appena a nord di questo paesino, rompe una destra da
sogno, che tiene benissimo fino a 5/6 metri. Spot consigliato ad
esperti. Almeno questo mi è stato detto. Perché noi l’ abbiamo visto
lavorare sui due metri al massimo, sia la destra anord che la
sinistra a sud e non sembrava così impegnativo. Fondale di sabbia e
relativamente poco affollato.
Les Alcyones
Ecco uno dei pochi spot su roccia della costa. Fondale
particolarmente insidioso con, come se non bastasse, forte corrente.
Subito a sud di Guetary. Anche qui non l’ abbiamo visto e ci siam
fidati di quello che si dice in giro.
Lafitenia
Proseguendo sempre verso sud si incontra questo paese.
Per lo spot basta seguire le indicazioni per Acotz e arrivare al
parcheggio. Ho letto su Surf Latino che produce una destra su roccia
e che i local sono un pochino “tosti” se non li rispettate.
Altri Spot
Continuando verso la Spagna, vi sono numerosi spot su
cui ripiegare quando i più famosi son troppo affollati o su cui
trovare la propria onda preferita. Hendaye, Saint Jean De Luz, San
Sebastian Donostia e tutti gli altri piccoli paesini. Appena vedete
una discesa a mare, controllate…
Sabbia,
roccia, potente, moscia, risacca, tubi… credo che l’ unica cosa che
non possiate trovare è un reef di corallo.
Zarautz
La nostra meta più a sud. Dopo averne sentito tanto
parlare, abbiamo deciso di dedicare una giornata a quest’ onda, gran
parte della quale passata a perdersi nei paesini spagnoli, sono
tutt’ ora convinto che, per uno strano motivo, sia inevitabile
perdersi appena passato un qualunque confine di stato… e chiedere
informazioni ai passanti è a vostro rischio e pericolo. Non credo di
avere una pronuncia spagnola perfetta, ma il simpatico vecchietto a
cui abbiamo chiesto la strada, non deve essere della mia stessa
opinione (o forse non glie ne poteva fregà de meno) e si è prodigato
in consigli e spiegazioni parlando tranquillamente e velocemente nel
suo dialetto. Una volta giunti su questa spiaggia, una delle
migliori della costa basca, a detta di molti, ciò che vi aspetta è
un qualcosa di molto diverso rispetto al nord. Con alta marea ci
saranno si e no due metri di spiaggia e tutti i bagnanti si
trasferiscono sulla vasta passeggiata proprio davanti alle case una
attaccata all’ altra. Sembra quasi di surfare davanti ad un palco.
E’ il solito beach breaks con numerosi picchi. L’ acqua è abbastanza
sporca e il tutto puzza di inquinato (occhio anche alle siringhe dei
soliti tristi tossici sulla spiaggia). Però surfare qui ha qualcosa
di incredibile, ti sembra proprio di aver cambiato continente più
che nazione. È difficile da spiegare a parole, lo si capisce molto
meglio surfandolo. Sicuramente quel metrino abbondante che abbiamo
trovato, merita tutta la fatica fatta.
Immaginate
cosa può essere quando lavora seriamente…