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University of Texas
e il Diparimento della Salute delle Hawaii in collaborazione con
le facoltà di medicina della Brown University , ha recentemente
condotto una interessante indagine su internet relativamente alla
tipologia e natura medica delle ferite abitualmente riportate dai
surfisti. L'indagine consisteva in un questionario con domande
relative al tipo di ferite e contusioni con localizzazione
anatomica e gravità delle stesse. Al questionario hanno risposto
oltre 400 surfisti provenienti da 24 paesi che hanno così
contribuito a documentare per la prima volta un approfondito
aspetto medico delle ferite abitualmente riportate durante il
surfare in mare. L'indagine ha tenuto conto di innumerevoli
fattori: età, capacità di surfare, frequenza nelle uscite in mare,
tipo di tavola usata, condizioni del mare al momento della ferita
riportata, affollamento in acqua e altri ancora. Interessante il
quadro che è venuto fuori dall'analisi delle risposte date al
questionario. L'età media di coloro che hanno risposto è di 30
anni e in maggioranza (91%) di sesso maschile. Quasi la metà dei
surfisti (46%) ha dichiarato di surfare discretamente, mentre il
9% ha detto di essere all'inizio, l'11% si sono dichiarati esperti
e il 2% professionisti. Alla domanda di quali misure protettive
venissero normalmente adottate, il 47% degli interpellati ha
risposto di far uso dei nose-guards l'11% di calzari, il 9% di
elmetti protettivi e il 15% di tappi per le orecchie. Ma veniamo
all'aspetto medico vero e proprio. Dall'indagine è emerso che la
lacerazione è risultata essere la causa più grave di ferita
riportata nel surf. Oltre la metà di questo genere di ferite
risulta causata dal contatto del corpo con la tavola, in
particolare con la sua punta e con le stesse pinne. Nel 40% delle
risposte date la lacerazione è risultata essere la ferita grave
più comune per il surfista, seguita dalla contusione (12%),
distorsione (11%) e frattura (6%). Il 37% delle ferite più gravi
hanno riguardato le estremità inferiori del corpo, il 35% la testa
e il collo, mentre rispettivamente il 16% e il 12% delle stesse
hanno riguardato il busto e le estremità inferiori. Poco più della
metà delle ferite è stato causato dal contatto con la propria
tavola da surf, mentre l'11% dal contatto con la tavola di un
altro surfista e il 18% con il mare. La distorsione alle spalle è
risultata essere la ferita cronica più comune tra le risposte
date. Dall'indagine è emerso che la metà dei surfisti che hanno
risposto non si rivolge al personale medico o al pronto soccorso
per le ferite o contusioni riportate in acqua e seppur pochi siano
stati ricoverati in ospedale per le stesse (2%), oltre un terzo di
questi ha perso uno o più di giorni di scuola o lavoro.
L'indagine, per quanto limitata nel campione di surfisti
interpellati, potrebbe tuttavia essere di valido aiuto a
identificare i diversi fattori di rischio associati alle ferite
riportate nel surf e a incoraggiare, da un lato, anche le singole
case produttrici di equipaggiamento e tavole da surf a ulteriori
miglioramenti nel design delle tavole e dell'attrezzatura e,
dall'altro, a diffondere una campagna educativa per l'uso di
equipaggiamenti protettivi tipo l'elmetto.
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Stavolta è
andata bene solo un piccolo taglio in fronte! |

Cause delle
ferite riportate dai surfisti (%) |
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