Surf,
la tavola su misura
Le sfide estive a Coccia di Morto e al Canale dei
Pescatori
Dribblare le onde
stando in equilibrio su un'asse di polistirolo
compresso. Poi guadagnare la riva trafitti da
sguardi irritati dei bagnanti. Se d'inverno la tribù
dei surfisti non sembra recare fastidio a nessuno,
d'estate può causare qualche problema di
«convivenza», soprattutto con chi andando al mare
unica-mente per prendere il sole vuole relax e
tranquillità.
Per questo i comuni di Roma e di Fiumicino, in vista
dell'imminente apertura della stagione
balneare, hanno
pensato di localizzare arenili a disposizione
esclusiva degli appassionati del surf, circa 10 mila
nel Lazio.
A Ostia lo «spot» prescelto e quello alla foce del
Canale dei Pescatori, accanto allo stabilimento Lega
Navale, nella Capitale punto di riferirnento per
molti sport marittimi. Dieci chilometri più a Nord,
1'altra spiaggia indicata sarà quella ad ingresso
libero a Coccia di Morto, davanti 1'aeroporto. Molti
tra gli appassionati usano tavole importate
dall'estero, soprattutto dalla California e dall'
Australia, dove in questo sport i campioni sono
richiestissimi dagli sponsor e possono guadagnare di
migliaia di dollari a ogni esibizione. Ma «long
board» e «short board» vengono prodotte con successo
anche in Italia. Anzi: proprio a Fiumicino c'e uno
dei costruttori più bravi.
Si
chiama Andrea D'Angelo, ha 35 anni e assieme al
fratello Marco ha fondato la «X surf board», piccola
impresa artigianale che realizza tavole per i
praticanti più esigenti. Sono circa seicento i
pezzi venduti ogni anno, a cifre variabili tra i 360
euro e i 600 euro.
C'e anche il testimonial, nella tribù dei surfisti
piuttosto conosciuto, visto che e il detentore del
titolo italiano della categoria «open», quella
riservata ai migliori. Si chiama Paolo D'Angelo, ed
e il più piccolo dei tre fratelli che hanno fondato
l'impresa di Fiumicino. «Ed e anche 1'unico del
terzetto che non si occupa di progettazione e
costruzione precisa con un sorriso Andrea . I
suoi compiti sono riservati solo a collaudo e
promozione. Attività che per fortuna gli riescono
bene». Si comincia a costruire tavole da surf
«facendo, come me, il globetrotter sino ai 25 anni
racconta Andrea. Sono stato a Bali, alle Canarie, in
Normandia: in tutti i posti di mare dove ci sono
onde alte almeno quattro metri». Dapprima le tavole
le ha realizzate per se. «Poi visto che ero bravino
qualche amico mi ha chiesto di farle anche per lui.
Cosi ho continuato».
Alessandro Fulloni
Onde di Malibu, Lazio
Malibu, Lazio. Con
un po' di fantasia, le onde che s'infrangono sulle
coste tra Gaeta e Tarquinia possono rivaleggiare
con quelle della California. Tra gli «spot cult»
c'e sicuramente «Banzai», spiaggia a Santa Severa
apprezzatissima per le onde lunghe e pulite,
permesse da un fondale di sole rocce. A
Civitavecchia il ritrovo e al chiosco del
«Tellina», dove al rientro a riva vengono
preparati imperdibili spaghetti alle vongole. Chi
ama il rischio in genere si reca a «Cala della
Morte», a Santa Marinella, spot rischiosissino e
pieno di scogli: la bravura sta nello schivarli.
Il sindaco di Fiumicino Mario Canapini, primo nel
Lazio ha da poco preparato una delibera che
riserva alla tribù dei surfisti cento metri della
spiaggia libera di Focene. Il Piano di
utilizzazione degli arenili in via di approvazione
nel consiglio comunale di Roma ha fatto della foce
del Canale dei Pescatori lo spot ufficiale della
Capitale. Ad Anzio la spiaggia del Lido di Garda
(onde da un metro e non troppo ripide) e quella
adatta ai principianti. A San Felice Circeo
attenzione ai «locals»: sono gelosissimi delle
onde hawaiane, e cercano di non fare avvicinare
nessuno. (A. Full.)
TRATTI
DA "CORRIERE DELLA SERA" DI DOMENICA 21/3/2004
Daniele
Chieco
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