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L'equipaggiamento di base del surfista pus variare a seconda della
zona in cui vive, chi vive al caldo non avrai necessita di una
muta, tuttavia in Italia siamo piu' o meno tutti sulla stessa barca,
quindi diamo per scontato che l'equipaggiamento di base del surfista
italiano sia comune a tutti.
La tavola da
surf e' costituita da un'anima interna composta di schiuma
poliuretanica. Questa e' rivestita da una corazza di resina e fibra
di vetro che le conferisce rigidità e robustezza e la preserva
dalle infiltrazioni dell'acqua che danneggerebbero il pane
poliuretanico. Le tavole da surf variano di misura partendo da 1,80
mt fino a superare i 3 mt. La scelta del tipo di tavola dipende
dalle condizioni di onda che ognuno si trova a dover surfare, oltre
che, per i gia' esperti, dallo stile personale che si sceglie di
seguire. Per il principiante che inizia il surf ed abbia un peso
intorno ai 75/80 Kg si consiglia una tavola di circa 2,20/2,40 mt,
abbastanza voluminosa, la cui galleggiabilita' dunque gli consenta
di salire in piedi abbastanza facilmente. Scegliere bene la prima
tavola e' importante in quanto evita inutili fatiche e perdite di
tempo. Non fatevi dunque abbagliare dalla facilita' con cui i piu'
esperti effettuano con le manovre sulle tavole corte, cio' richiede
grande esperienza, e voler cominciare a tutti i costi con una
tavoletta non farebbe altro che allungare i tempi di apprendimento
dei fondamentali del surf.
Fai riferimento
alla tabella sottostante per scegliere la tua prima tavola e
cominciare a cavalcare le onde:
Il surf moderno trova la sua più evidente
espressione nell'utilizzo delle tavole
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corte (shortboard). Il passaggio
storico dall'utilizzo della tavola lunga alla tavola corta si è avuto a
cavallo tra la metà degli anni 70 ad oggi. Il passaggio di misura, ha dato
vita ad un modo rivoluzionario di fare il surf , infatti le più contenute
misure delle tavole hanno consentito uno sviluppo di uno stile più
radicale ed aggressivo rispetto all'"old style" californiano degli anni
60.L'impegno profuso poi dagli shaper di tutto il mondo nell'elaborare
nuovi profili di tavole, unito ai test effettuati sulle tavole stesse
dagli atleti più capaci, ha trasformato quella che in origine era una
attività ai limiti dell'artigianato, in una vera e propria scienza. Le
ridotte dimensioni delle tavole short, e la conseguente minore
galleggiabilità, comportano un indissolubile legame tra utilizzabilità
della tavola e dimensione dell'onda. Mi spiego meglio: in giornate in cui
le onde non sono particolarmente ripide o veloci, l'utilizzo di una tavola
corta si riduce notevolmente, questo perché alla base di ogni manovra
effettuabile con la tavola short, c'è la velocità e di conseguenza quando
questa si riduce notevolmente in condizione di onda piccola, tutto si
complica. Oltre alle misure, che sono evidentemente ridotte, rispetto a
quelle del longboard, la tavola corta si differenzia anche per la forma,
studiata per rendere l'asse più veloce e manovrabile. Da qualche anno si
sta diffondendo l'utilizzo in Italia
 di tavole cosiddette "fish"
caratterizzate da un volume maggiore, da una forma più allargata e da una
conseguente maggiore galleggiabilità, proprio per ovviare al problema
delle spesso ridotte dimensioni dell'onda.
Il longboard, tavola lunga, è considerata da alcuni la
quintessenza del surf. La caratteristica di una tavola long è, come lo
dice già
chiaramente il nome, la dimensione. Non
esistono regole specifiche che stabiliscono se una tavola è considerabile
un longboard o no, ma grosso modo, al di là dello shape (forma della
tavola), un asse che supera gli 8 piedi rientra già a pieno titolo nella
categoria longboard.
Le differenze tra
il modo di scendere onde con una tavola lunga o con una tavola
corta, sono molte. Per semplificare al massimo, le caratteristiche
che contraddistinguono il longboard sono la tecnica e lo stile. Agli
occhi di un profano (senza offesa alcuna per chi si avvicina al
surf) queste differenze possono sembrare impercettibili, ma basta
osservare con un po' di attenzione un onda scesa con una tavola
corta e una scesa con una lunga che le differenze saltano
immediatamente all'occhio. Per quanto riguarda la tecnica, il
repertorio delle manovre è notevolmente diverso da quello della
tavola corta; per quanto riguarda lo stile, il longboard può
risultare meno spettacolare e radicale ma più fluido ed elegante.
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PESO in
KG. |
LUNGH.
TAVOLA in CM. |
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45 - 50 |
185 - 190 |
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50 - 55 |
190 - 195 |
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55 - 65 |
195 - 205 |
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65 - 75 |
205 - 220 |
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75 - 90 |
220 - 240 |
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90 - 100 |
240 - 270 |
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In Italia la
muta e' necessaria quasi in ogni stagione, a parte alcune zone. Il
tessuto che compone la muta e' il neoprene che puo' essere di
spessore diverso. Cosi' le mute primaverili/estive saranno di
spessore sottile compreso tra 1 e 3 mm, inoltre avranno maniche o
gambe corte, mentre quelle invernali avranno maggiore spessore fino
a 5 mm per consentire di resistere piu' a lungo in acqua. A seconda
delle zone inoltre si renderanno necessari eventuali calzari, guanti
o cappucci in neoprene (ad esempio le zone particolarmente fredde
dell'alto Adriatico). L'evoluzione tecnologica nella costruzione
delle mute e nella ricerca di materiali e' giunta alla creazione di
mute sempre piu' confortevoli, in particolare rendendo le mute
invernali piu' comode e calde a spessori minori, consentendo
maggiore libertà nei movimenti e resistenza in acqua a basse
temperature.
La paraffina e'
una cera che si spalma sulla coperta della tavola e serve per
impedire di scivolare mantenendo ben ancorati i piedi sulla tavola.
Ci sono vari tipi di paraffina, per acqua calda, tiepida o fredda.
Tuttavia lasciata al sole la paraffina si scioglie come burro,
quindi fuori dall'acqua e' consigliabile appoggiare la tavola con la
carena rivolta verso l'alto (ovviamente quando il sole spacca). La
ricerca in questo campo ha consentito la creazione di paraffine
maggiormente rispettose dell'ambiente, che chiaramente sono
consigliate per preservare il piu' possibile l'ambiente circostante
da materiali dannosi. In alternativa alla paraffina si puo'
utilizzare il GRIP. Si tratta di un tappetino adesivo che si
posiziona sulla tavola nella zona dei piedi una volta per tutte.
Altro accessorio
indispensabile e' il leash, ovvero un laccetto in lattice che
mantiene la tavola ancorata alla caviglia del surfista, impedendo
che la tavola stessa venga trascinata verso riva dalle onde in
seguita ad una caduta. Vi sono diversi tipi di leash, a seconda del
tipo di onde varia la lunghezza e lo spessore del leash da
utilizzare. Piu' l'onda e' grossa e potente piu' il leash sara'
lungo e con maggior spessore per mantenere la tavola il piu' lontano
possibile dal surfista durante le cadute ed evitare che il leash
stesso sia tranciato dalla potenza dell'onda. In condizioni di onde
normali sara' sufficiente un leash intorno ai 2/2,5 mt. Nella scelta
del leash fate attenzione agli snodi del leash, per evitare che
questo si annodi, e alla cavigliera, affinché sia confortevole e
non produca abrasioni. In ogni caso e' sempre meglio usare il leash
per la sicurezza vostra ed altrui (per maggiori info sulla sicurezza
in acqua clicca qui)
La lycra, non
indispensabile, e' una T-shirt a manica corta o lunga in tessuto
elasticizzato utilizzata per evitare le scottature del sole o le
abrasioni causate dallo sfregamento del corpo sulla tavola.
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