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Chi scrive è,
ovviamente, un farmacista che esercita la professione da 13 anni e che ha
scelto, come proprio arricchimento professionale, la fitoterapia e la dietetica
per sportivi. Surfista di medio livello, conosce discretamente le problematiche
legate alla pratica degli sport d’acqua, problematiche che, specialmente durante
la stagione rigida, non sono da sottovalutare.
INTEGRATORI
E’ una
categoria di prodotti che serve ad INTEGRARE la normale alimentazione (non a
sostituirla), nei soggetti il cui organismo è sottoposto ad un surmenage fisico
di intensità variabile. Tale condizione si verifica in svariati casi quali, ad
esempio, un decorso postoperatorio, un parto, una banale influenza, la pratica
abituale dello sport. In questo contesto ci occupiamo dell’ultimo caso
precisando tuttavia che una sana alimentazione è un pilastro insostituibile del
benessere fisico.
PRIMA DI USCIRE IN MARE
Sarebbe
ottimale poter assumere dei carboidrati complessi (pasta, patate, pane etc.),
almeno tre ore prima di entrare in acqua, per fornire all’organismo carburante
di prima qualità, sia per evitare di consumare le riserve di glicogeno nel
fegato e nei muscoli durante lo sforzo, sia per garantire il mantenimento della
temperatura ottimale del corpo. Se questo non è possibile, come avviene nella
maggior parte dei casi, possiamo assumere delle miscele di carboidrati
(fruttosio e maltodestrine), costituite da due frazioni, una a rapido
assorbimento che non richiede insulina per essere utilizzata, e una più
complessa che “entra in funzione” successivamente. Anche gli aminoacidi a catena
ramificata si inseriscono bene in questo discorso: infatti un’assunzione di 5 –
7 grammi un’ora e mezzo prima della prestazione atletica garantisce un discreto
apporto di materiale combustibile. Queste sostanze, una volta private del gruppo
amminico, entrano nel ciclo degli zuccheri e vengono bruciati come tali.
IL RECUPERO DOPO LA PRESTAZIONE
Non si può
prescindere dall’assunzione di un integratore salino ( ricco in magnesio e
potassio); la sola acqua è insufficiente per la scarsa presenza di sali minerali
e dentro la muta, anche se d’inverno, la perdita per sudorazione di questi
micronutrienti è considerevole. Esaurito il problema sete, il passo successivo è
la corretta integrazione di proteine per bloccarne il catabolismo (la fibra
muscolare è formata da proteine): in commercio esiste una infinità di
integratori proteici, preferibili quelli a base di proteine del latte e
dell’uovo perché queste catene peptidiche sono quelle, per l’uomo, a più elevata
biodisponibilità. A cena preferite un piatto di pasta con salsa di pomodoro e
grana, una porzione di carne bianca (povera di grassi), con insalata fresca
all’olio d’oliva, frutta e dessert. L’insalata, la frutta fresca, una spremuta
d’arancia sono i migliori integratori di micronutrienti (sali minerali e
vitamine), che non hanno altra funzione se non quella di catalizzatori nei vari
processi metabolici e anabolici.
INCONVENIENTI
MICOSI
Piuttosto
frequenti per la muta umida, la promiscuità nello spogliatoio, l’uso frequente
di detergenti poco idonei. Fate asciugare bene la muta al sole (è il migliore
antimicotico presente in natura), usate calzature da bagno, individuate il
vostro detergente o non fate uso frequente dei soliti docciaschiuma.
RAFFREDDORE
Ho avuto dei
discreti risultati con RIBES NIGRUM MG, SPIRAEA ULMARIA TM e ARTIGLIO DEL
DIAVOLO TM. Tutti questi fitopreparati sono comunemente reperibili in farmacia e
agiscono sinergicamente a livelli diversi: il Ribes agisce stimolando la
corteccia del surrene che mette in circolo cortisone (il capostipite degli
antinfiammatori), la Spiraea contiene la salicina cioè l’aspirina naturale e
l’Artiglio del diavolo ha una spiccata azione antinfiammatoria. In questo caso
si può associare anche PROPOLI TM l’antibiotico naturale e ECHINACEA TM che ha
azione immunostimolante. Se vogliamo esagerare: ROSA CANINA ricca fonte naturale
di vitamina c, ABIES PECTINATA ottimo balsamico e remineralizzante.
CREATINA KILLER: VERO O FALSO?
Qualche tempo fa su un noto quotidiano
sportivo si leggeva: “Attenti la creatina può anche uccidere!”.Alla creatina
vengono rivolte anche altre accuse che, peraltro, nessuno studio scientifico
serio ha mai messo in evidenza: “…..altera i movimenti, provoca stress e danni
al cuore!”. La creatina è anche accusata di provocare nientemeno che lesioni
cerebrali.Se negli sport agonistici per un qualche strano regolamento venisse
proibito agli atleti di assumere integratori sarebbe un conto; ma annoverare la
creatina, gli aminoacidi ramificati e i sali minerali tra i “veleni” o le
sostanze tossiche è tutta un’altra storia.Credo si dovrebbe stare attenti ai
titoli che vengono riportati sui giornali o i mezzi d’informazione: infatti
molte persone leggono i titoli e non gli articoli e si creano in questo modo
paure nell’opinione pubblica, paradossalmente, più nei confronti di sostanze
come la creatina, che non nei confronti di steroidi, insulina ed altre sostanze
realmente dannose per l’organismo sano di un atleta.I numerosissimi studi sulla
creatina, evidenziano la sua utilità per il cuore, nei dolori muscolari e nel
recupero della fatica. La creatina può essere utilizzata come sostanza
anti-stress, utile nel prevenire e curare gli infartuati, aiutandoli nel
recupero dopo infarto acuto. Aiuta il cardiopatico anginoso a vivere una vita un
po’ più normale.Alla creatina sono stati anche attribuiti sviluppi muscolari
inesistenti: coloro i quali sono riusciti a sviluppare in meno di un anno fisici
muscolarmente portentosi, probabilmente, hanno associato, oltre ai pesi, anche
sostanze realmente nocive. Da vari anni, negli Stati Uniti, vari milioni di
persone consumano creatina associata a glutammina ad alti dosaggi; su questi
milioni di persone la percentuale di “strappi”, “lesioni”, “cerebrolesi” ed
“infartuati” non è cert o aumentata a causa della creatina (ha al massimo
evidenziato la propria azione preventiva nei confronti dell’infarto).Il
15/12/98 diverse testate hanno riportato la notizia secondo la quale il CIO
(Comitato Internazionale Olimpico), assolve la creatina dall’accusa di sostanza
dopante, dichiarandola un alimento; il CIO evidenzia altresì come l’assunzione
esagerata di qualunque alimento (ad esempio le uova) può essere dannosa.Le
ricerche hanno inoltre evidenziato che per circa 3-5 giorni la dose di “carico e
saturazione” va da 20 a 30 grammi al giorno (a seconda del peso corporeo), e si
prosegue poi con circa 5-10 grammi al giorno per 1-2 mesi.E’ inoltre importante
selezionare le aziende più serie, che producono integratori di qualità e purezza
farmaceutica, ai fini della tutela del consumatore.Per concludere: la creatina
non fa certo miracoli, ma in un corretto quadro alimentare e integrativo,
fornisce un ottimo aiuto.
ESTRATTO DI UN ARTICOLO COMPARSO SU “CULTURA FISICA”
A
CURA DEL DOTT. ALESSANDRO GELLI |
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