Da dove si misurano le onde?

 

Come facevano le navi nel 1800 a calcolare altezza e base di un’onda? Qualcuno sarcasticamente potrebbe rispondere che non fosse di loro interesse saperlo, invece ciò permetteva loro di fare almeno una minima previsione riguardo quella che poteva essere la situazione all’interno del mare. Essi infatti usavano uno strumento artigianale che noi rozzamente chiameremo ondometro. Questo, direzionato su quella che veniva considerata la base dell’onda, calcolava la distanza e quindi l’altezza della montagna d’acqua. Al giorno d’oggi questo metodo è in qualche modo usato da noi surfisti. Noi però, a differenza dei navigatori ottocenteschi, ci serviamo di un sistema molto più impreciso, il cosiddetto “a senso”. La nostra vista ci è sufficiente per giudicare la statura delle onde. Qui mi soffermerei un secondo poiché le opinioni circa la misurazione sono diverse e contrastanti. La misurazione da alcuni è fatta da dietro, da altri dal davanti, c’è chi guarda la spalla e via dicendo. La prima ipotesi è assolutamente da escludere; per spiegare tutto ciò sarebbe meglio ricorrere ad un esempio pratico: 

 

Jaws

Depressione frontale dell’onda in condizione ottimale: 10 m

La misura di queste montagne d'acqua in condizioni ottimali da dietro è di 15 m, dal davanti è 25 metri. 
 

 

Fonte

Discovery Channel: EXTREME SURF

Se si parla invece delle nostre onde italiane, dove una depressione frontale dell'onda non raggiungerà mai i 10 m la logica vuole che d’avanti il calcolo sia senza dubbio più preciso poiché logicamente tutto ciò che si può vedere è sicuramente più attendibile di ciò che non rientra in quello che è il nostro campo visivo. Naturalmente questi metodi di misurazione, per quanto ci si possa discutere su, non saranno mai precisi. L’errore può essere di 1, 2, 3 e quando si tratta di onde più grosse anche di 4 metri. Un metodo di cui vorrei parlare, molto curioso, si rifà alla scala Beaufort del vento ideata dall’omonimo ammiraglio inglese nell'800:

Vi ripropongo quest’articolo per giunta già pubblicato come risposta tra le domande che mi avete fatto:

Forza

Definizione

Effetti in mare

Effetti in terra

Onde

0

calma

(0-1,6 Km/h)

Il mare è liscio, onde dolci.

Niente vento, il fumo sale verticalmente.

- - - - - -

1

bava di vento

(1,6-4,8 Km/h)

Leggere increspature.

Il fumo segue la direzione del vento.

m 0,1-0-1

2

brezza leggera

(6,4-11,3 Km/h)

Piccole onde, corte.

Il veno accarezza il viso e solleva le foglie.

m 0,2-0,3

3

brezza tesa

(12,9-19,3 Km/h)

Onde con cresta che cominciano a rompersi.

Le foglie sono in costante movimento.

m 0,6-1

4

vento moderato

(20,9-29 Km/h)

Onde con tendenza ad allungarsi.

Il vento muove carta e polvere per strada e i rami degli alberi.

m 1-1,5

5

vento teso

(30,6-38,6 Km/h)

Onde moderate che si allungano, Spruzzi.

Il vento sposta i tronchi sottili.

m 2-2,5

6

vento fresco

(40,2-50 Km/h)

Cavalloni con creste bianche.

Il vento fischia tra i fili elettrici e gli ombrelli aperti danno problemi.

m 3-4

7

vento forte

(51,5-62,2 Km/h)

Cavalloni che s'ingrossano, il vento alza la schiuma.

Alberi mossi, problemi a camminare.

m 4-5,5

8

burrasca

(62,8-74 Km/h)

Onde alte, spruzzi vorticosi.

Il vento spezza i rami degli alberi.

m 5,5-7,5

9

burrasca forte

(75,6-86,9 Km/h)

Onde piuttosto alte, schiuma densa.

Il vento crea danni alle strutture (balconi, vetri).

m 7-10

10

tempesta

(88,5-101,4 Km/h)

Onde molto alte.

Alberi sradicati, grossi danni alle strutture.

m 9-12,5

11

tempesta violenta

(103-115,9 Km/h)

Onde enormi, mare coperto di schiuma.

Consigliabile non uscire.

m 11,5-16

12

uragano

(>115,9 Km/h)

Mare grosso pieno di spruzzi, visibilità nulla.

Danni estremi, tetti scoperchiati, cose che volano.

m 14

La tecnologia nel nuovo millennio ci fornisce strumentature all’avanguardia, naturalmente non alla portata di tutti, ma di cui vorrei comunque parlare:

Una tecnica molto diffusa è quella adottata dai velisti. Alla prossima Volvo Ocean Race intorno al mondo, tutti gli yacht partecipanti saranno equipaggiati da una strumentazione che li metterà in grado di misurare e comunicare con minima approssimazione l'altezza delle onde incontrate. Come funzionano questi strumenti? Oltre ai normali sensori di bordo che misureranno temperatura, vento e altri fenomeni naturali, la svedese Pilotfish ha dotato le barche del rivoluzionario misuratore dell'altezza delle onde, che potrà rivelare altezza da 0 a 130 metri. La trasmissione dei dati avverrà per mezzo di un piccolo P.V. di bordo costantemente interfacciato con gli altri strumenti. I dati verranno poi spediti via Satcom-C al race Headquarters di Southampton, che fornirà un report aggiornato ogni 6 ore.

Simone Chieco