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Estate 2001, quando er Piotta si
approcciava al surf e alla radio si sentiva "la grande onda"
a ripetizione, noi di SullaCresta muovevamo i primi passi. Bhe,
sarebbe più corretto dire che tra tutti quanti quell'estate ero rimasto
solo io a dovermi comprare la tavoletta ed imparare ad
alzarmi; Alessandro, Daniele e Checco una tavola ce l'avevano già, e sin
da marzo non facevano altro che petularmi... che volete che vi dica...
ero scettico!
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Se proprio volessimo
continuare a dare ragione ai fatti, noi quello sport lo conoscevamo già,
e non perchè Kelly Slater aveva un parte in Baywatch, in realtà sin da
piccoli alcuni di noi si dilettavano - ed è già un parolone - a farsi
spingere dalle onde che s'infrangevano sulla riva quando il mare era
leggermente mosso - non ci provate, è davvero pericoloso, specie quando
non sempre ad attutire il colpo c'è sabbia, ma ciotoli di pietra
durissima. Insomma come tavole usavamo delle tavole di plastica
gialla del valore di 10.000 lire, lunghe 1.50 m, larghe 50 cm, e
spesse 15 cm! Quelle isole galleggianti, lontanamente
imparentate ad una tavola da surf uscita male, erano durissime... probabilmente gli stessi
ingegneri ora ricercati per crimini di guerra, dovevano aver ideato quell'ottima alternativa alla "sex wax";qual
era il genitore sano di |
Alcuni membri della Crew |
mente che avrebbe comprato una tavoletta rotonda con su scritto sex
dall'uso sconosciuto per poi affidarla alle menti non prive di fantasia
dei propri bambini? Insomma quegli stessi ingegneri ora detenuti a Guantanamo avevano ideato una tortura geniale: "perchè non sostituire la paraffina
o qualsiasi grip morbido e delicato con dei tacchettini di plastica?" -
si saranno detti - che
pur di tenerti sulla tavola e con lo strofinio del acqua salata
iniziavano a strappare pelle e quant' altro sino a far uscire il sangue
dal petto. Il surf da piccoli era divertente, ma era anche doloroso!
Capite ora il mio scetticismo iniziale? Sono traumi infantili!
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Alessandro Lococo |
Ma torniamo a quell'
estate...
“Dove vai?!” mi dicevano,
“Che onde stanno in Italia?”, penso sia più o meno la stessa cantilena
di sempre, quella che ognuno di noi si è sentito almeno una volta dire
dal proprio amico, dai propri genitori, o da quelli a cui lo hai
raccontato e che di questa splendida cultura non sanno proprio nulla.
Il surf, questa è la chiave.
Sul surf ci abbiamo fatto un
sito, costruito una crew, fatto conoscenze, organizzato contest e senza
che ce ne rendessimo conto ne venivamo travolti... bhe si..i primi tempi
essere travolti da |
una bella onda, troppo
grande quando si è principianti era la norma.
Pareti? Nooooooooooo, meglio
dire schiumoni, per tutta l'estate del 2001 alcuni giovani ragazzi
guardati come alieni dai turisti sulle spiagge calabresi, imparavano ad
alzarsi in piedi...e ad andare diritto!
Quell' anno l'anticiclone
non entrò nel mediterraneo e la bassa pressione ci regalò davvero le
condizioni giuste per iniziare... un estate così perturbata, da allora non è più arrivata!
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La foga iniziale è la
migliore, senza pensieri, senza competizione, solo divertentismo allo
stato puro. Quando non si sa surfare non si ha paura di fare brutte
figure, non si cercano gli applausi, ma si progredisce insieme, ognuno
in un modo o nell'altro si confronta con i propri amici e quel minimo di
buffonaggine che si crea è solo salutare.
Naturalmente non avremmo mai
iniziato così bene se i local non ci avessero mostrato dei posti come si
deve... era tutto perfetto, per ogni condizione c'era lo spot giusto;
mare attivo, scaduta o
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Daniele Chieco |
scadutissima, point break, reef, o beach break,
la Calabria è ideale per quelli dalle esigenze più sofisticate!
Accontenta tutti!
Quell' estate finì e da li
ci dividemmo, ognuno per la propria strada, chi di nuovo in Puglia, chi
a Roma e chi restò in Calabria. Nonostante tutto però ci venne l'idea di
fondare il sito, di creare il forum e continuare a sentirci per telefono
o via web, cercando di scendere non appena ne avessimo avuto
l'opportunità, benzina permettendo e quando il mare fosse stato delle giuste condizioni. Potrà
sembrare strano, ma SullaCresta non partiva con lo scopo di ottenere
chissà quante visite; è pur sempre un sito amatoriale!
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Francesco Rizzello |
A breve però i primi
contatti da altri portali, scambio banner, link, richieste di
pubblicazione e poi il successo... eh eh che parolone no? Ma come
definireste la nostra storia? Non ce l'aspettavamo! Veramente...a
posteriori se ripenso a come è partito non riesco a spiegarmi il punto
in cui siamo, o meglio , io ci riesco, ma a voi come lo spiegherei?
Andiamo per gradi:
- la prima novità è stata la
pubblicazione sulla SurfGuide 2002 tra i siti emergenti e da li i primi
contatti,
- poi di punto in bianco una
proposta che ci ha fatto davvero da trampolino, anzi approfitto per
ringraziare due persone a cui SullaCresta deve molto: Giovanni e Saverio
Mancini. E' grazie a
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loro, devo dire, se abbiamo realizzato i due
contest di flowrider all' Acquapark di Zambrone. E' solo ad una serie di
eventi connessi alla fiducia che hanno riposto in noi se giornali
(Gazzetta dello sport, Venerdì di repubblica, Revolt, Windsurfitalia,
Expedia), radio (102.5) e televisione (All Music, SporTV) ci hanno
menzionato associando il sito al FlowContest.
In quei giorni e da allora
le visite sono aumentate e devo dire che nell'organizzazione abbiamo
conosciuto tantissima gente, che ringrazio e saluto così, generalmente,
non potendola menzionare tutta: Buone Onde ragazzi!
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A poco a poco noi
miglioravamo e da andare dritti abbiamo iniziato a prendere pareti e a
tentare qualche manovra.... ora.... bhè non è più come al principio, e
chi ha qualche annetto di surf alle spalle può confermare tutto... la
foga e la voglia di scoprire lascia spazio alla maturità e alla voglia
di mettersi in gioco diversamente, ricercando l'onda più bella, con più
calma... ma senza privarsi di quella pace, armonia, e folle divertimento
che detto tra noi...è il vero motore di tutto.
Grazie a voi, a tutti gli
utenti, alla "capannina" e tutti quelli che ripongono o hanno riposto la
loro fiducia in noi... vi consideriamo membri della Crew. |
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Con passione per il surf
Tutto lo staff di
SullaCresta
Simone Chieco
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