|
Fuerte Summertime
A Fuerte ho fatto il mio primo surftrip,
circa 6 settimane dalla mia prima uscita sulla tavola, nonostante tutti me
lo avessero sconsigliato. Arrivato all’aeroporto di Puerto del Rosario
carico il minimalibu sul primo taxi col portapacchi e gli indico
“Corralejo por favor!”. Il paesaggio extraterrestre, di lava rossastra e
marrone sul quale si snoda questa nuovissima strada statale, dall’asfalto
perfetto e dalle strisce di carreggiata bianchissime, unico segno di
“civiltà”, lascia spazio dopo qualche chilometro a dune immense di sabbia
bianchissima, che si dice siano state portate qui da tempeste nel Sahara.
Da lì al centro di Corralejo è un brulicare di tavole, surfisti e turisti
con centinaia di macchine a noleggio con targa spagnola e adesivi dei
rental sulle fiancate.
Gli spot qui hanno la curiosa doppia
nomenclatura, in spagnolo e in inglese, a testimonianza del consistente
flusso di turisti anglosassoni e in generale europei. Così, dietro le dune
vicine ai tre hotel giganteschi c’è “Glass-Beach” o “El Burro”, beachbreak
davvero glassy a prima mattina, un nome una garanzia. Se la spiaggia di
glass-beach è alla portata anche di chi non è espertissimo, il picco è più
impegnativo e pericoloso, essendo un point destro e sinistro che rompe a
meno di dieci metri da un esteso reef lavico affiorante, con un take-off
veloce e locali nervosetti. Qui i più esperti possono iniziare a sfiziarsi.
Dall’altro lato della north-shore di Fuerte,
dopo uno sterrato che metterà a rischio la caparra versata per la vostra
auto a noleggio, c’è l’icona di Fuerteventura: El Cotillo. Vasto
beachbreak surfabile solo al di sotto dei sei piedi, dato che oltre chiude
tutta la baia e rompe a mo’ di risaccone.
Più avanti, sempre seguendo lo sterrato
allucinante, si arriva a Esquinzo, vero gioiello di Fuerte, una baia di
non facile accesso, ma splendida. Un fondale che degrada per centinaia di
metri prima di raggiungere una certa profondità ma che regala belle corse
e onde consistenti, quasi sempre intorno ai 7 piedi, e comunque manda
piccoli set surfabili in longboard anche quando tutt’intrno l’isola è
piatto. La nightlife di Fuerte si svolge nei discopub sul terrazzone al
primo piano in centro, tra musica a manetta, partite a biliardo o a
calciobalilla, video di surf misti a film porno e altri sport estremi e
chiacchiera con i surfer che da tutto il mondo vengono a cercare “olas”
alle Canarie
Fuerte wintertime
D’inverno la musica cambia a Fuerte. Le
windswell degli alisei estivi non ci sono più e lasciano a digiuno la
costa nord-est. L’oceano spacca sul lato ovest e il problema diventa
l’inverso dell’estate: trovare un posto surfabile che non sia troppo
incasinato e pericoloso. Le spiagge più esposte di Cotillo e Esquinzo
spesso ribollono o bèccano set giganti che chiudono la baia. Si surfano
Bubbles, Majanicho, Suicides, El Herro e Secret, tutti tra Punta Blanca e
Majanicho, dove bei bestioni spaccano su reef lavici belli affilati. Molti
escono col caschetto in alcuni spot..indovinate perché??
Un paio di volte alla settimana lavorano
bene anche gli spot vicini al centro, Rocky Point e Bristol proprio fuori
dal porto, anche se spesso è pericolosissimo per il fondale irregolare e
l’ingresso in acqua da film-horror. Se avete un amico con la barca o un
po’ di soldi per farvici portare, l’isoletta disabitata di Lobos, a
pochissimi km di fronte a Fuerte ha una delle destre più belle e lunghe
che abbia mai visto. È enorme, rompe a pochi metri dalle rocce ma è
davvero uno spettacolo.
D’inverno spesso si attivano anche Flag beach (poche centinaia di metri
prima di Glass Beach) e il Muelle Pequeno, nel porticciolo. Restano sempre
i surfshop ogni due porte, il cibo a base di pesce delizioso e a buon
mercato, e la vita rilassata tipica dei posti che hanno la primavera tutto
l’anno.
DANNY SPINELLI
|