Canarie - Lanzarote

 

 

 

La fama di European Hawaii non è una trovata turistica o una sega mentale dei locals. Lanzarote, seppur distante un miglio scarso dalla più abbordabile Fuerteventura, suona ben altra musica. L’isola è stata oggetto dell’eruzione simultanea di oltre 300 piccoli vulcani che nel secolo scorso hanno devastato l’isola cancellando ogni traccia precedente di civiltà. Ora è un posto assolutamente unico, dove la lava nera e spigolosa è stata abbellita da giardini floreali. Le strade non hanno incroci a raso ma costringono sempre a girare intorno ad una rotonda che è come un mini-giardino: coloratissima e ordinata, frutto della volontà di dare nuovamente splendore all’isola. La parte ad est dell’isola è meta per i windsurfisti e per surf da onda occasionale a seguito di windswell da aliseo nei mesi estivi.

Il lato ovest è da panico. Il microscopico centro di pescatori di La Santa offre uno dei picchi più cattivi del pianeta: El Quemao. Una massa d’acqua spropositata, raramente al di sotto dei quindici piedi in inverno, che spacca a 30 metri da riva su un tavolato di lava e ricci. Ammesso che abbiate la capacità, le palle e l’incoscienza di entrare, ci sono i local feroci che vi convinceranno a sassate a cambiare spot. Se riuscite ad entrare al mattino presto o riuscite ad infiltrarvi, vi aspettano una rissa alla prima onda che provate a prendere (anche avendo la precedenza) e la macchina con le ruote tagliate. Ho visto prendere a sassate anche un fotografo (che non c’entrava niente). L’unico modo per surfare con un minimo di tranquillità è conoscere qualcuno dei locali o alla peggio pagare per un surf safari sull’isola in cui vi faranno assaggiare tutti gli spot, insomma si entra solo da “raccomandati”. I ragazzi di Lanzarote sanno che le onde sono tutto quello che hanno e lo difendono col coltello tra i denti (senza metafore..). Meno mortali (per le onde, non per i locals) sono La Santa Left e il Morro Negro. Bombe atomiche anche alla isoletta di La Graciosa a nord, di fronte a Lanzarote. Anche il Mirador è un ottimo compromesso tra belle onde e local meno assatanati.

D’inverno un semi-gun dal almeno 7 piedi è obbligatorio per Quemao e La Santa. Con una tavoletta media si riesce a tenere botta negli altri posti.

Per i beginners e per chi non vuole l’ansia di litigare coi locali c’è l’immenso spiaggione di Famara, picchi sparsi per tutti e nei giorni di aliseo da est belle onde tubanti. La chiamano “la conigliera” perché è uno spot di qualità mediocre dove si rifugia chi non se la sente di affrontare le onde ben più cazzute del resto dell’isola. Ma è un ottimo posto per recuperare le condizioni fisiche, per provare manovre in sicurezza ad ogni closout o per fare corse lunghissime in long.

La vita notturna si svolge a Puerto del Carmen, diametralmente opposto alle belle onde, sul lato sud-est, pieno di disco-bar e di ragazze inglesi sfrenate. Rispetto a Fuerte i surfshop sono pochissimi e l’unico shaper locale è il famoso Sefòn a La Santa che però è sempre in acqua al Quemao. D’estate ovviamente è tutto più rilassato e anche i local-terroristi sono rassegnati ad avere gente tra i piedi a godersi con loro le onde che a Lanzarote non mancano quasi mai.

 

DANNY SPINELLI